Lo scorso mese di novembre 2019, dal giorno 22 al 24, si è svolto a Pesaro, tra la nostra sede Elimsmile di via della Battaglia e la chiesa di via Lamarca un partecipato convegno dal titolo “#Missione – Grande Mandato”, organizzato primariamente dall’organizzazione evangelica ACP (Associazione per i Cristiani Perseguitati).
Le sessioni di lavoro, come suggerito dal titolo, vertevano sulla formazione spirituale in particolare dei più giovani, tema coniugato sia dal punto di vista di questi ultimi che da quello di chi invece è chiamato a formarli, lungo la direttrice che ci deve portare, in accordo con quanto ci ha comandato Gesù, a divenire “discepoli che fanno discepoli”.
Il convegno si è aperto nella serata di venerdì 22 novembre presso la chiesa di via Lamarca, ove si è assistito ad una prima sessione di lode e studio preceduta da un piccolo buffet.
La sala si presentava piena, con il privilegio di avere con noi persone provenienti anche da fuori regione, nonché di un gruppo di ragazzi americani unitosi al convegno insieme alla delegazione di ACP scesa appositamente da Bobbio Pellice (TO).
Assieme ai relatori delle sessioni di lavoro, provenienti dall’Italia con, tuttavia, la preziosa aggiunta di un fratello, Donovan, giunto dal Sudafrica, il convegno si è avvalso di un piccolo gruppo musicale per le fasi di lode e di un banchetto di libri allestito appositamente dalla libreria evangelica CLC.
Durante le sessioni di lavoro nei tre giorni si sono susseguiti diversi momenti: dagli spunti, -molto pratici- su come essere di impatto come credenti nella nostra quotidianità alle metodologie di lavoro da adottare nei confronti dei più giovani, passando per condivisioni di testimonianze concrete, preghiere e, sopratutto, diversi momenti di lavoro collettivo, di confronto, e di “sfide” pratiche tramite le quali uscire dalla propria “zona di sicurezza” per iniziare immediatamente a sperimentare cosa significhi essere di impatto e come far venire alla luce nel mondo la differenza che la nostra fede è chiamata a marcare per lasciare una positiva testimonianza.
Tra questi momenti vale sicuramente la pena ricordare quello in cui ci è stato chiesto non solo di pregare subito per delle persone che ci stavano particolarmente a cuore e che non conoscevano il Vangelo, ma di scriverglielo, immediatamente, per farglielo sapere.
Durante le giornate di sabato e domenica abbiamo alternato fasi di lavoro tra chiesa ed Elimsmile, ed abbiamo sempre pranzato e cenato presso la sala dell’associazione.
Proprio a voler sottolineare gli aspetti prettamente pratici stimolati dal tema del convegno, vale sicuramente la pena ricordare la sessione portata avanti il sabato pomeriggio, quando, a seguito di una fase preliminare di lavoro in sala, ci siamo poi divisi in piccoli gruppi e abbiamo battuto il centro cittadino per evangelizzare, per parlare di Gesù, senza però schermarci dietro l’escamotage di volantini da distribuire, ma provando direttamente a fermare le persone e a costruire dei discorsi che mettessero al centro la loro idea di Gesù e ciò che Egli realmente è sulla base della Parola, su quanto ci ami in modo perfetto e su cosa abbia fatto conseguentemente per noi, morendo sulla croce per pagare il peso dei nostri peccati. La sfida è stata sicuramente molto forte, per certi versi spiazzante, ma ci ha permesso di raggiungere diverse persone e di strutturare discussioni dense di significato, a riprova di come, se apriamo gli occhi e il cuore a ricercare, possiamo trovare ovunque persone desiderose di conoscere di più del Vangelo.
Nella giornata di domenica abbiamo condiviso il culto mattutino con la chiesa nella sala di via Lamarca, dopodiché ci siamo spostati a Elimsmile per il pranzo e l’ultima sessione di lavoro, nella quale, tra le altre attività, sono stati illustrati il lavoro di Compassion, associazione evangelica che si occupa di adozioni a distanza, e di Zumè, progetto di studio biblico interattivo gratuito da svolgere in piccoli gruppi tramite applicazione e relative dispense.
Da questi tre giorni di lavoro abbiamo raccolto tanto: l’importanza, come fratelli e sorelle in Cristo, di condividere insieme momenti intensi di insegnamento, di confronto e di incoraggiamento; l’arricchimento che deriva dal conoscere le vite e le esperienze di persone provenienti da diversi angoli del pianeta; l’importanza di essere dei seguaci di Cristo che sentano nel cuore la necessità di condividere la Parola portando le persone a Gesù. In particolare, abbiamo potuto sperimentare in modo molto chiaro, avvalendoci del prezioso contributo dei relatori, cosa significhi uscire dalla propria “zona di comfort” per dare un taglio pratico, concreto e immediato al concetto di essere missionari per Gesù nei luoghi in cui ci troviamo quotidianamente a operare, non perdendo le occasioni che ci sono poste davanti e chiedendo a Dio di aiutarci a trovare la chiave per raggiungere quella persona, o quella categoria di persone, per le quali sentiamo un peso sul cuore.
Un grazie sincero va reso pertanto a tutti coloro che hanno contribuito, con la partecipazione e con la collaborazione pratica nella realizzazione di tutti gli aspetti logistici e organizzativi che hanno permesso a questo prezioso momento di condivisione di avere luogo.
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli” (Matteo 28:19)