1)
I signori Beatrice e Tommaso HARDING, nei ricordi di mio padre, Polacchi Cesare.
Mio padre viveva con la sua famiglia presso la parrocchia di S.Maria in Fiore vicino a Montecerignone,(PU) dove lo zio materno di mio padre, Romeo Brigliadori, svolgeva il suo ministerio di sacerdote cattolico.
Nella infinita grazia di Dio questo zio negli anni 1911/12 capì ed accettò il dono della salvezza in Cristo Gesù e lasciò il suo ruolo di sacerdote per seguire il Signore secondo l’insegnamento dell’ evangelo . Questo fatto sconvolse tutta la famiglia : dovette lasciare la casa parrocchiale , ma sopratutto furono messi a confronto con una realtà spirituale completamente nuova. Grazie a Dio anche i miei nonni paterni si convertirono all’ evangelo della grazia; mio padre era una ragazzo e fu istruito dallo zio Romeo sopratutto, intorno alla Parola di Dio. Quando venne chiamato al servizio militare fu inviato a Trieste e lo zio Romeo si preoccupò subito di metterlo in contatto con il Fr. Alfredo Veneziani, presso la cui abitazione si tenevano le riunioni. E fu proprio lì che , nel 1923, mio padre aprì il suo cuore al Signore per riceverlo come suo Salvatore e conobbe il fratello Tommaso Harding che era venuto in visita per predicare l’ evangelo. E’ stato meraviglioso per mio padre sapere che lui e la sua famiglia vivevano a Pesaro a circa 60 Km dal suo paese di Carpegna.
Al suo rientro dal servizio militare iniziarono degli incontri nella nostra casa. Era fidanzato con la donna che diventò sua moglie nell’agosto del 1924 : anche lei aprì il suo cuore al Signore e si sono poi battezzati tutti e due insieme a Pesaro ed anche sposati. I coniugi Harding venivano con regolarità a casa nostra, nonostante la distanza ed anche il costo della benzina : per noi era sempre una grande festa ed anche un’occasione di evangelizzazione: le persone venivano numerose ad ascoltare questo uomo che parlava così bene, ma non solo parlava, ma riusciva a farsi amare perchè lui stesso amava le persone e riusciva a trasmettere in maniera pratica questo amore.
Nel periodo di Natale veniva spesso a casa nostra: si organizzava una riunione, la casa piena di gente del villaggio e lui aveva per ognuno un piccolo dono da offrire e da questo gesto iniziava a presentare il grande dono che Dio ci ha fatto in Cristo Gesù.
Oltre che a casa nostra si prendeva cura, insieme a mio padre, di un gruppo di credenti che vivevano a Savignano di M. Tassi a circa 20 Km da Carpegna
Ci furono momenti anche di persecuzione: quando il nonno paterno morì venne il Fr. Harding per celebrare il funerale ed annunciare la Parola di Dio : era il periodo 1944/45. Le autorità ecclesiastiche del paese fecero accusare mio padre di avere accolto una spia inglese ( Harding era rientrato in Italia con gli alleati come capitano della Croce Rossa Inglese.) Mio padre ed i Fr. Harding dovettero presentarsi davanti all’autorità giudiziaria per rispondere di questa accusa : mio padre spiegò il motivo per cui era stato invitato ed il giudice chiese al fr Harding che cosa lui aveva detto in quella occasione : il fr Harding aveva con sé il messaggio scritto e glielo lesse tutto . Il giudice ascoltò attentamente e non solo assolse mio padre da ogni accusa ma disse :” Venga pure questo tipo di spie con messaggi così belli ed importanti.” Il Signore aveva trasformato quell’aula di tribunale in una sala di evangelizzazione !
Un altro episodio che mio padre ricordava con piacere avvenne durante il passaggio della linea Gotica : i soldati tedeschi rientravano e portavano via o uccidevano tutti quello che trovavano: Mio padre aveva nascosto in una “ stalla” della nostra casa tutti gli abitanti del piccolo villaggio intimando il massimo silenzio. Erano tutti li impauriti invocando l’aiuto del Signore. Ad un certo punto sentono dei passi militari avvicinarsi alla porta e subito lo spavento colse tutti quanti : era finita, li avevano scoperti….ma che gioia quando la voce forte e sicura di Tommaso disse “ Cesare sono io !” Era la salvezza per tutti loro . Possiamo immaginare la gioia e la riconoscenza
E’ difficile scrivere in poche righe tutto il ricco e buon rapporto esistito fra la mia famiglia ed i carissimi coniugi Harding : una cosa è certa : nei grandi libri che un giorno saranno aperti nei cieli il Signore ha annotato tutto e così sarà Lui stesso a rendere loro la giusta ricompensa.
Wilma Polacchi Guadagno
2)
RICORDO AFFETTUOSO DEL MISSIONARIO CRISTIANO EVANGELICO TOMMASO HARDING DA PARTE DELLA SORELLA IN FEDE IDA GORGOLINI ved CANESTRARI nata nel 1923
Ho conosciuto il caro fratello Tommaso Harding appena lui rientrò a Pesaro nel 1945. Mi ero sposata da pochi mesi con rito cattolico con il mio amato Video, quando un amico di mia suocera Cesira Santini , il Sig. Morelli ci invitò a casa di Harding, in Via Cialdini per la festa dell’ultimo giorno dell’anno. Morelli aveva vissuto, per motivi di lavoro, per un certo tempo in America, dove sicuramente era venuto in contatto con le realtà evangeliche da noi quasi sconosciute all’epoca. Al suo rientro aveva conosciuto Harding ed era stato battezzato avendo creduto nel Signore Gesù come suo salvatore . Probabilmente fu uno dei primi pochi credenti della zona di Pesaro . Anche mia suocera si era convertita e battezzata da Harding .Mio marito aveva frequentato anche la scuola domenicale ma nessuno mi aveva detto niente dell’ evangelo :mio marito aveva paura che io lo rifiutassi visti i tempi difficili per chi si professava evangelico. Per i credenti c’erano botte e discriminazioni. Alla festa dell’ultimo dell’anno c’erano anche le sorelle Cappellari anche esse convertite e le sorelle Andreatini. Non potrò mai dimenticare quel Capodanno : mi furono presentati e fatti conoscere il caro Tommaso Harding e sua moglie Beatrice e la serata fu, più che altro, una serata di evangelizzazione e preghiera. Quel nuovo modo di pregare fu molto imbarazzante per me per via della mia cultura cattolica: non sapevo se inginocchiarmi , se fare il segno della croce , se restare a mani giunte; ne fui imbarazzata e questo, lo confesso, mi disturbò un po’ ma sicuramente , fu, in quell’occasione che fu depositato in me il Buon Seme . E fu un po’ per curiosità, un po’ per sete di verità, che cominciai a frequentare l’adunanza di Via Manzoni a Pesaro e a riportarci mio marito, che, per conquistare me ,si era un po’ allontanato.
Un giorno , a casa di Harding , in Via Cialdini, durante un incontro chiesi di potere essere battezzata. Tutti accolsero con gioia la mia richiesta ma ad un certo punto , la moglie di Harding, sigra Beatrice guardò me e mio marito Video e disse: “ Sarebbe bello però che tu e tuo marito lo faceste insieme.” mio marito annuì e così ci battezzammo tutti e due. Quel giorno fummo in cinque a rendere testimonianza con il battesimo , della nostra fede in Gesù Cristo : oltre a noi due c’era un’altra coppia ed una delle sorelle Cappellari.
Del caro missionario Harding, voglio ricordare,oltre le sue straordinarie doti evangelistiche , anche la sua capacità di intrattenere le persone ed i bambini; era fantastico, scherzoso riusciva a fare ridere tutti. Era un ottimo psicologo e sapeva attirare l’attenzione verso la parola di Cristo anche attraverso la gioiosità. La sua mastodontica statura e la sua marcata cadenza inglese non erano un ostacolo nel rapporto con la gente ; riusciva ad affascinare anche con la simpatia,con gli scherzi e con il carattere gioviale. Ricordo il suo vezzo di stupire e fare ridere grandi e bambini con una mossa che solo lui poteva fare. In piedi, vicino al tavolo,era capace,tanto era alto,di scavalcarlo tutto con una sola gamba ,un cosa difficile da descriversi ma fantastica da vedersi. Un volta però, io ero seduta vicino al tavolo e mi arrivò un grosso calcio dal suo piede .Il male fu terribile, ma tutti risero ugualmente .Quello fu l’unico male che ricevetti da lui . Un misero prezzo pagato in cambio di tutto il bene che questo uomo , unico e benedetto da Dio , fece a me ed alla mia famiglia. Tommaso Harding mi voleva molto bene ed io mi porto nel cuore questo ricordo di lui : non solo di buon evangelizzatore, ma di un caro fratello di Cristo, affettuoso e vicino alla mia vita privata e spirituale.
Ida Canestrari