Parlare di questa straordinaria coppia di missionari è un’impresa piacevole ma nello stesso tempo ardua perché si corre il rischio di dimenticare o sminuire con le parole il lavoro da loro svolto nel campo dell’opera del Signore.
Io, fin da piccola, li ho visti venire regolarmente a casa mia ( Carpegna )benché fosse distante da Pesaro oltre 60 Km. Quando arrivavano c ‘era sempre un grande fervore in casa nostra: sicuramente una delle cose che mi è rimasta impressa è la facilità con cui iniziavano ed intrattenevano i rapporti personali con tutti : anche nel mio paese erano ben conosciuti da tutti . In occasione delle feste natalizie il fratello Harding organizzava in casa nostra serate speciali e, radunando tutti i nostri vicini di casa, traeva spunto dalla circostanza per distribuire piccoli doni a tutti e presentare , di conseguenza, il messaggio del “ dono” per eccellenza e cioè la salvezza in Cristo Gesù .
Quando, per motivi di studio, mi trasferii a Pesaro,avevo solo 11 anni, imparai a conoscere ancora di più Tommaso e Beatrice. L’evento più importante della mia vita e cioè la mia conversione, avvenne proprio grazie alla sorella Beatrice ; lei organizzò di portare noi bambine di Pesaro dintorni all’unico campeggio evangelico esistente allora e cioè Poggio Ubertini: era l’anno 1952. Salimmo sulla vecchio corriera a Pesaro e partimmo per Firenze: un viaggio piacevole per l’entusiasmo, ma purtroppo disastroso per il mal d’auto nei tornanti di Bocca Trabaria. La sorella Beatrice ci accompagnò fino a Firenze, lì ci affidò a qualche responsabile e poi tornò subito a Pesaro. Il campo fu, per me, un’esperienza indimenticabile perchè, come ho detto, proprio lì, una sera a soli 11 anni accettai il dono della salvezza offertomi dal Signore Gesù, morto e risorto per me. Il sacrificio di Beatrice era stato pienamente ricompensato ed io sono veramente riconoscente al Signore di avermi data questa cara sorella che ha sentito il peso per noi ragazzine.
Grazie a Dio ho potuto vivere nell’assemblea di Pesaro ed ero sempre benedetta ed arricchita dalla predicazione della parola di Dio fatta dal fratello Tommaso in adunanza con quel suo modo così incisivo e penetrante di presentare il messaggio biblico,ma anche sono stata grandemente arricchita dalle preziose lezioni della scuola domenicale tenute dalla sorella Beatrice e poi dagli studi fatti sempre da lei per le riunioni delle sorelle( questo ovviamente quando ero un po’ più grande). Ho ricevuto da lei in dono i quaderni che usava per queste riunioni ed è veramente interessante vedere come con tanta precisione lei annotava ogni particolare di questi incontri benedetti : oltre allo studio ci aveva anche incoraggiato a fare dei lavori pratici, confezioni o altro da mandare poi ai missionari o famiglie bisognose.
Mi sono trovata, talvolta, a trascorrere dei periodi in casa con loro, questo è stato veramente prezioso per me : ho visto esercitare l’ospitalità in maniera squisita, ho visto la consacrazione totale per l’opera del Signore, gli impegni di cura pastorale ed evangelistica svolti con regolare costanza nelle localtà più disparate delle Marche, lungo la costa e nell’entroterra e tutte le testimonianze ancora oggi esistenti devono ammettere di essere il benedetto frutto di questo lavoro: Osimo, Jesi, Ancona, Senigallia, Fossombrone, Pesaro , Candelara, S.Maria dell’Arzilla, Boncio, Fiorenzuola, Gabicce, Carpegna ,Montegrimano, Cattolica, ecc.
La traccia lasciata da questa coppia ha ancora seguito perchè si è trattato di una buona traccia. Hanno lasciato dovunque il “ Buon odore di Cristo “ innanzi tutto attraverso il lavoro missionario, ma anche da un punto di vista sociale, quando il fratello Harding, quale capitano della Croce Rossa inglese ha potuto riallestire l’ospedale di Pesaro dopo i danni causati dalla guerra. Di questo c’è annotazione nei libri dell’Ospedale civile S. Salvatore di Pesaro, ricordando il prezioso lavoro fatto.
Nella vita dell’assemblea , purtroppo non mancarono difficoltà , perchè Satana va attorno sempre per disturbare o distruggere, se fosse possibile, l’opera del Signore.Quanta sofferenza hanno sopportato quando dei fratelli e sorelle sono stati strumenti di disturbo ! Credo che sia stato veramente difficile e solo il grande aiuto venuto da Alto ha potuto dare al fratello Tommaso , di carattere decisamente impulsivo, la calma, la pazienza e la saggezza nell’affrontare e vivere situazioni tutt’altro che facili.
Nell’anno 1963 lasciarono l’Italia per ritirarsi in un pensionato inglese per missionari. Questo era il desiderio di Beatrice anche perchè in Inghilterra vivevano i loro figli e quest era sicuramente una grande attrazione anche pensando alla loro età molto avanzata. Ma il fratello Harding non era per niente contento e promise di tornare ogni anno a trovarci.
Prima di partire per l’Inghilterra la sorella Beatrice mi chiamò a casa sua , avevo 21 anni ! Mi mise davanti un grande scatolone e mi disse : “ Adesso tocca a te!. Guardai il contenuto e vidi tutto il materiale per l’insegnamento alla scuola domenicale. Molto di questo materiale, figure, sfondi , disegni erano stati fatti personalmente da lei perchè allora, in italiano , non c’era tanto materiale. In quel momento una marea di sentimenti mi rempì il cuore, erano insieme stupore, contentezza, timore e sopratutto una grande tristezza pensando al distacco da questa cara e dolce sorella. Ritenni, comunque, questo incarico come qualcosa che mi veniva da Alto e, seppure con tanto timore, iniziai, consapevole della responsabilità che ciò comportava. Che dire poi dell’armonium della sorella Beatrice! Lei lo aveva portato con se in Africa quando era missionaria là ed era stato poi portato a Pesaro e lei, pedalando sui mantici di quello strumento, ci ha insegnato a cantare.
Il fratello Tommaso, come aveva promesso, ogni anno tornava a farci visita e trascorreva con noi ma anche visitando altre assemblee, un bel periodo estivo, ed in queste occasioni si organizzavano anche delle agapi, come quelle a Carpegna.
Gli mancavano il sole ed il mare dell’Italia ed anche nel 1966, in occasione del mio matrimonio con Angelo, venne in Italia e per ben due volte; infatti avremmo dovuto sposarci il 15 Maggio e tutto era pronto per tale data, anche il suo biglietto aereo Lonra -Italia senonchè mia suocera morì il 25 Aprile e dovemmo quindi rinviare il tutto. Abbiamo subito telegrafato la cosa al fratello Tommaso ma egli ci rispose che sarebbe venuto anche per la nuova data di nozze; infatti spostammo la data del matrimonio 21 Agosto e lui puntualmente era in Italia, a Pesaro, e fu proprio lui a celebrare il nostro matrimonio e darci il messaggio per la circostanza : che regalo prezioso !! Abbiamo poi saputo che per acquistare il secondo biglietto aereo aveva dovuto vendere una parte della sua preziosa collezione di francobolli.
Nel luglio 1972 era nuovamente in Italia : fu colpito da ictus e nonostante ciò volle dare un messaggio alla chiesa seppure seduto perchè non riusciva a stare in piedi . Avrebbe voluto morire in Italia ma, giustamente fu rimpatriato e dopo poco entrò nella gloria del Padre celeste. La sorella Beatrice , invece ,visse fino l’anno 1979, poi anche lei raggiunse la patria celeste. La loro figliola, Margherita, la fotografia della sua mamma, è venuta in Italia molte volte e l’ultima, per festeggiare insieme a noi tutti i suoi 80 anni.
Ringrazio Dio di avere usato questi due cari strumenti per portare la Sua Parola a noi e per lasciarci un esempio di vita e di servizio. A Lui soltanto sia tutta la gloria e la mia e nostra gratitudine come italiani !
Wilma Polacchi Guadagno